#6.I protagonisti della scoperta
La rivelazione dell'eccezionale tesoro contenuto nella geniza del Tempio di Ben Ezra è avvenuta gradualmente grazie all'impegno di diversi studiosi che, nella seconda metà del XIX secolo, si interessarono a questo straordinario deposito di documenti.
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Jacob Saphir e la prima segnalazione
Nel 1864, il rabbino Jacob Saphir divenne il primo ricercatore ebreo a riconoscere l'importanza della geniza del Cairo.
Dopo un tentativo fallito nel 1858, Saphir riuscì finalmente ad accedere alla camera della geniza ed esplorò il deposito per due giorni.
Sebbene non identificò alcun elemento specifico di particolare rilievo, intuì che il luogo potesse contenere materiali di grande valore storico.
Saphir, che viaggiava come emissario per raccogliere fondi per gli ebrei della Terra Santa, fu anche il primo a rendere nota l'esistenza del Midrash ha-Gadol, che aveva scoperto in possesso degli ebrei dello Yemen. Tuttavia, nonostante il suo interesse, la geniza rimase in gran parte inesplorata per altri decenni.
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Elkan Nathan Adler e i primi acquisti
Nel 1888, l'inglese Elkan Nathan Adler, figlio del rabbino capo dell'Impero Britannico, divenne uno dei primi collezionisti di manoscritti a ottenere materiale dalla geniza.
Durante la sua visita al Tempio di Ben Ezra, Adler convinse i custodi della sinagoga a permettergli di prendere quanto più materiale possibile, riuscendo a raccogliere oltre 35.000 frammenti che ripose in due vecchie custodie di rotoli della Torah.
Ritornò al Cairo nel 1895 e, in totale, portò in Inghilterra più di 25.000 frammenti di manoscritti dalla geniza. Questa preziosa collezione fu successivamente venduta al Jewish Theological Seminary of America di New York nel 1923, a causa di problemi finanziari causati dalla frode di un socio d'affari.
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Solomon Schechter e il trasferimento a Cambridge
Il contributo più significativo alla preservazione della geniza venne dal professor Solomon Schechter, docente di studi talmudici all'Università di Cambridge. Nel 1896, le studiose scozzesi Agnes S. Lewis e Margaret D.
Gibson mostrarono a Schechter alcuni frammenti che avevano acquisito dal Cairo. Schechter riconobbe immediatamente l'importanza di questi documenti, identificando tra essi l'originale ebraico del "Libro della Saggezza" attribuito a Ben Sira.
Con l'assistenza finanziaria del collega Charles Taylor, Schechter organizzò una spedizione in Egitto tra il 1896 e il 1897.
Ottenuto il permesso dalla comunità ebraica locale di "prendere ciò che voleva" (come spiegò più tardi, "volevo tutto"), Schechter spedì a Cambridge oltre 140.000 documenti dalla geniza, che oggi formano la Collezione Taylor-Schechter, stimata in circa 193.000 frammenti.
Cinque anni dopo, Schechter si trasferì a New York come presidente del Jewish Theological Seminary, portando con sé una piccola parte dei manoscritti.