4- La Distruzione della Biblioteca
La distruzione della Biblioteca di Alessandria è avvolta in mistero, con varie teorie che suggeriscono diversi eventi catastrofici nel corso dei secoli.
Le fonti storiche offrono diversi racconti, ciascuno con le proprie implicazioni:
Si ritiene che durante l'assedio di Alessandria da parte di Giulio Cesare, il fuoco appiccato alle navi nel porto possa aver raggiunto la biblioteca, causandone la distruzione parziale.
Tuttavia, non esistono registrazioni definitive che confermano questo evento.
Durante la guerra contro Zenobia, il distretto di Bruchion, che ospitava il palazzo reale e la biblioteca, fu devastato.
Questo evento potrebbe aver portato alla distruzione di parte della struttura originale della biblioteca.
Nel 391 d.C., l'editto di Teodosio I che ordinava la distruzione dei templi pagani, inclusa la Serapeo, potrebbe aver influenzato indirettamente la biblioteca.
La distruzione più citata avvenne nel 642 d.C., quando si narra che il generale arabo ʿAmr b. al-ʿĀṣ distrusse la biblioteca su ordine del califfo ʿOmar, utilizzando i rotoli per riscaldare le bagnature della città.
Tuttavia, molti storici mettono in dubbio l'autenticità di questo racconto.
Questi eventi indicano che la distruzione della Biblioteca di Alessandria non fu un singolo evento catastrofico, ma piuttosto un processo graduale influenzato da vari fattori politici e militari.
La sua importanza diminuì già nel II secolo a.C., a causa dell'instabilità politica e del disagio sociale, che minarono il suo ruolo culturale ed educativo.
Nonostante le molteplici distruzioni, ci sono indicazioni che suggeriscono come la biblioteca potrebbe aver sopravvissuto in qualche forma fino all'inizio del periodo islamico.