#1. Storia del Museo di Alessandria d'Egitto
Fondato per iniziativa di Tolomeo I, il Museo di Alessandria d'Egitto, originariamente noto come "mouseion" in greco e "musaeum" in latino, era dedicato alle Muse, le figlie di Zeus.
Questa istituzione si configurava come un luogo d'incontro per intellettuali e un centro di insegnamento, rivestendo il ruolo di massima istituzione culturale del mondo ellenistico per secoli.
Tra le personalità di spicco che hanno legato il loro nome al Museo si annoverano Euclide, Eratostene, il medico Erofilo, pioniere della medicina sperimentale, e Ipazia.
Il Museo si caratterizzava per essere una sorta di accademia internazionale delle scienze, dove i membri, stipendiati dal re, potevano dedicarsi a tempo pieno alla ricerca scientifica e letteraria.
Un elemento distintivo del Museo era la sua biblioteca, fondata nel 290 a.C., che divenne un vero e proprio modello per le future generazioni.
La biblioteca raccoglieva opere della tradizione greca e straniera e veniva continuamente arricchita dai volumi prodotti dagli stessi membri del Museo, arrivando a contenere fino a 400.000 volumi, principalmente rotoli di papiro.
L'idea di una biblioteca universale, contenente tutto il patrimonio librario esistente, nacque alla corte dei Tolomei.
Questi ultimi inviavano emissari in Grecia e in Asia Minore con il compito di ricercare testi antichi per la raccolta e la conservazione del patrimonio letterario e scientifico.
Importanti filologi e bibliotecari, come Zenodoto, Eratostene, Aristofane di Bisanzio, Callimaco e Apollonio Rodio, contribuirono alla sistemazione dei testi antichi, aggiungendo punteggiatura e accenti.
Sotto il regno di Tolomeo II Filadelfo, fu realizzata la traduzione dell'Antico Testamento ebraico, la cosiddetta Bibbia dei Settanta, realizzata da una settantina di dotti ebrei provenienti da Gerusalemme.
Questo lavoro contribuì significativamente alla diffusione e alla conoscenza dei libri biblici.