La maestosa Bayt al-Kritlyya rappresenta uno degli esempi più notevoli di architettura domestica islamica nel Cairo.
Questa dimora risale al periodo Mamelucco, precisamente al 1631 d.C. (1041 dell'Egira), quando fu edificata per volere di Hagg Mohamed Salem Galmam el-Gazzar.
Situata sul lato orientale del complesso (la parte più esterna rispetto alla moschea di Ibn Tulun), questa casa è considerata la più grande delle due che compongono l'attuale museo.
La costruzione di questa abitazione segue una pratica comune dell'epoca: l'utilizzo del muro esterno della moschea di Ibn Tulun come supporto strutturale.
Infatti, era consuetudine edificare abitazioni private addossate ai muri esterni delle moschee, creando così un interessante dialogo architettonico tra spazi pubblici religiosi e dimore private.
Nel corso dei secoli, Bayt al-Kritlyya passò di mano in mano tra diverse famiglie fino a quando entrò in possesso di una ricca donna musulmana proveniente da Creta.
È proprio da questa proprietaria che la casa acquisì il nome con cui è conosciuta ancora oggi: "Bayt al-Kritliyya", che letteralmente significa "Casa della Donna Cretese".
Alcuni documenti suggeriscono una connessione alternativa con Creta:
Secondo alcune fonti, il primo proprietario potrebbe essere stato un mercante di caffè i cui prodotti provenivano da Creta, da cui deriverebbe il nome.
L'architettura di Bayt al-Kritliyya è un magnifico esempio dello stile ottomano, caratterizzato da:
- Mashrabiya (grate in legno finemente intagliate) che permettevano alle donne della casa di osservare la strada senza essere viste
- Cortili interni con fontane decorative
- Soffitti riccamente decorati
- Nicchie ornamentali e alcove
- Pavimenti rivestiti con motivi geometrici elaborati
La costruzione utilizzò i mattoni della collina del Mokattam e fu edificata sulle rovine della capitale Tulunide conosciuta come Al-Qata'i.
Questa stratificazione storica aggiunge ulteriore profondità al significato culturale dell'edificio, rendendolo una testimonianza vivente delle diverse epoche che hanno plasmato il Cairo.
La seconda casa che compone il museo fu costruita nel 1540 d.C. (947 dell'Egira) per volere di Abdel-Qader al-Haddad.
Situata sul lato occidentale del complesso (la parte più vicina alla moschea), questa dimora presenta anch'essa caratteristiche architettoniche tipiche del periodo ottomano.
Successivamente, la proprietà passò a una donna di nome Amna bint Salim, dalla quale deriva il suo nome secondario: "Beit Amna bint Salim".
Queste date sono confermate anche da altre fonti attendibili che indicano il 1545 d.C. come anno di costruzione della casa occidentale, mentre la casa orientale viene datata al 1631 d.C..