1- Storia e Origine
Il Tempio di Kalabsha, noto anche come il Tempio di Mandulis, porta con sé una storia affascinante e complessa, risalente all'epoca dell'antico Egitto e dell'Impero Romano.
La sua costruzione inizia sotto il regno di Augusto, il primo imperatore romano, che decise di edificarlo sui resti di un tempio precedente, risalente al regno di Amenofi II e successivamente alla dinastia di Tutmosi III.
Questo gesto non solo mostrava la devozione di Augusto verso il dio egizio Mandulis, ma mirava anche a guadagnarsi il favore del popolo egiziano.
Fondazione: Inizialmente costruito durante l'era Tolemaica, ma completato sotto il dominio dell'Impero Romano.
Dedicazione: Dedicato al dio egizio Mandulis, conosciuto anche come Horus l'Anziano, il tempio serviva come ponte culturale tra le tradizioni egizie e quelle romane.
Sviluppo: Ampliato e arricchito da altri imperatori romani, tra cui Caligola e Traiano, il tempio divenne un sito di importanza religiosa e politica.
Trasferimento e preservazione:
Originariamente situato a Talmis, a circa 60 km a sud di Aswan, il tempio fu soggetto a inondazioni stagionali a causa della prima diga di Aswan.
Negli anni '60, con l'aiuto di contributi internazionali, principalmente dalla Germania, il tempio fu trasferito a Nuova Kalabsha per salvarlo dalle acque del Lago Nasser.
Era Romana:
Durante il regno di Augusto e dei successori, il tempio vide l'aggiunta di nuove strutture e decorazioni, riflettendo l'influenza romana sull'architettura egizia.
Questo periodo segnò anche l'introduzione di iscrizioni e decreti, come quello di Aurelius Besarion, che evidenziavano il sincretismo religioso e le dinamiche politiche dell'epoca.