Le origini fatimidi
Inizialmente, il generale Jawhar al-Siqilli pose la prima pietra della moschea di Al Azhar il 4 aprile 970, immediatamente dopo la conquista dell'Egitto per conto dei Fatimidi.
La costruzione, completata in soli due anni, rappresentava il primo simbolico atto della presa di possesso dell'Egitto da parte della dinastia fatimide.
La struttura originale comprendeva una corte circondata da tre corridoi, con un solo minareto, occupando circa la metà dello spazio attuale.
Il nome "Al-Azhar" fu scelto in onore di Fatima al-Zahra, la figlia del Profeta Maometto, dalla quale i Fatimidi sostenevano di discendere.
L'evoluzione nei secoli
Durante il periodo fatimide, la moschea divenne rapidamente un centro di grande importanza.
Nel 988, si trasformò in un centro d'insegnamento superiore (Madrasa), dove si insegnavano Fiqh, Sharia e teologia. Successivamente, nel 1005, sotto l'Imamato di al-Hakim bi-amr Allah, l'istituzione si evolse in una "Casa della Scienza", dotata di una ricchissima biblioteca pubblica.
La transizione più significativa avvenne quando Saladino conquistò l'Egitto nel 1171.
Pertanto, la moschea passò dal credo sciita-ismailita al sunnismo.
Nel 1266, il Sultano Baibars ristabilì le preghiere congregazionali e avviò importanti lavori di restauro dopo quasi un secolo di abbandono.
Il ruolo nel mondo islamico
Nel corso dei secoli, Al-Azhar ha consolidato la sua posizione come centro principale del pensiero islamico sunnita.
Durante il XIV secolo, divenne il punto di riferimento per gli studi di legge, teologia e lingua araba, attirando studenti da tutto il mondo islamico.
Inoltre, l'istituzione ha mantenuto la sua influenza anche durante il periodo ottomano (1517-1798), quando superò in importanza le madrase originariamente istituite da Saladino.
La figura dello Shaykh al-Azhar emerse alla fine del XVII secolo, diventando progressivamente una delle personalità religiose più autorevoli del mondo islamico.
La moschea di Al-Azhar ha attraversato periodi di declino e rinascita, ma ha sempre conservato il suo status di centro di apprendimento islamico di primaria importanza.
Oggi, rappresenta un'istituzione olistica che, pur mantenendo salde le proprie tradizioni, si è aperta al dialogo e al cambiamento.