#2. Evoluzione architettonica nel tempo
L'evoluzione architettonica delle piramidi egizie attraversò diverse fasi significative.
Inizialmente, i sovrani delle prime due dinastie venivano sepolti in strutture più semplici chiamate mastabe, che erano edifici rettangolari con tetto piatto.
La prima vera rivoluzione architettonica avvenne durante la III dinastia, quando il faraone Djoser commissionò la costruzione della prima piramide a Dzoser a Saqqara.
Questa innovazione fu opera dell'architetto Imhotep, che per la prima volta nella storia utilizzò completamente la pietra come materiale da costruzione.
La piramide di Djoser, alta circa 60 metri, rappresentò un salto qualitativo impressionante rispetto alle costruzioni precedenti.
Successivamente, sotto il regno di Snefru, primo faraone della IV dinastia, si verificò un'ulteriore evoluzione significativa.
Snefru ordinò la costruzione di tre piramidi che segnarono il passaggio dalla struttura a gradoni alla "piramide perfetta" a facce lisce. In particolare:
- La Piramide di Meidum, inizialmente costruita a gradoni e poi modificata
- La Piramide Romboidale a Dahshur, caratterizzata da una doppia pendenza
- La Piramide Rossa, la prima vera piramide a facce lisce della storia
La Piramide Rossa, in particolare, rappresentò un punto di svolta fondamentale: misurava 220 metri di lato e raggiungeva un'altezza di 105 metri.
Questa evoluzione culminò con la costruzione della Grande Piramide di Cheope, che con i suoi 146,6 metri di altezza originale, rimase la struttura artificiale più alta del mondo per oltre 3.800 anni.
Le innovazioni non riguardarono solo l'aspetto esterno, ma anche la struttura interna.
Nelle prime piramidi, le camere funerarie erano sotterranee, mentre successivamente vennero costruite all'interno della struttura stessa.
Inoltre, vennero introdotti sistemi di corridoi più complessi e camere multiple per ospitare i tesori del faraone.