La costruzione della moschea di Al Rifa'i rappresenta un'opera monumentale che attraversa quattro decenni della storia egiziana.
A differenza di molti edifici religiosi, questa struttura ha una genesi complessa, caratterizzata da interruzioni, cambi di direzione e influenze architettoniche diverse.
Il progetto di Khushyar Hanim
La storia della moschea inizia nel 1869, quando Khushyar Hanim, madre del Chedivè Isma'il Pascià, commissionò un ambizioso progetto architettonico.
Il suo intento originale era duplice: da un lato, sostituire e ampliare la preesistente zawiya (luogo di raduno e meditazione) dedicata al venerato maestro sufi Ahmed al-Rifa'i; dall'altro, creare un mausoleo destinato ad accogliere le spoglie della famiglia reale egiziana.
Per realizzare questa visione, Khushyar affidò il progetto all'architetto Hussein Fahmi Pascià, soprannominato "al-Mi'mar" (l'Architetto), che peraltro era un suo lontano cugino.
Sotto la sua direzione, i lavori avanzarono a buon ritmo fino al 1880, quando la costruzione subì una prima, significativa battuta d'arresto in seguito all'abdicazione del Chedivè Isma'il.
La volontà di Khushyar era quella di creare un edificio che si armonizzasse con la vicina moschea del Sultano Hassan, dimostrando così un profondo rispetto per la tradizione architettonica islamica pur introducendo elementi innovativi.
Nonostante non riuscì a vedere l'opera completata, il suo desiderio di essere sepolta all'interno della moschea venne esaudito quando morì nel 1885.